Big Bench Route: cammino delle Panchine Giganti in Umbria - Cammini d'Umbria

Big Bench Route
Il Cammino delle Panchine Giganti
Big Bench Route
A piediLa Big Bench Route, conosciuta anche come Cammino delle Panchine Giganti, è un itinerario ad anello che si sviluppa interamente nel territorio comunale di Montecastrilli.
Il percorso collega il capoluogo e le frazioni di Farnetta, Castel dell'Aquila, Quadrelli, Casteltodino e Collesecco, associando a ciascun borgo una delle sei Panchine Giganti aderenti al Big Bench Community Project. Le tappe attraversano campagne coltivate, dolci colline, aree boschive e paesaggi caratterizzati da calanchi e piccoli corsi d'acqua, incontrando castelli, nuclei storici e punti panoramici. Il cammino può essere percorso in più giornate seguendo le sei tappe ufficiali oppure organizzato in modo modulare, secondo le proprie esigenze. Lungo l'itinerario sono presenti esercizi convenzionati presso i quali è possibile richiedere i timbri ufficiali della credenziale del cammino e del Passaporto Big Bench.
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Sentieri
Il Cammino prende avvio da Norcia, sulle pendici dei monti Sibillini, per poi proseguire, verso Cascia, dove visse Santa Rita, la “Santa degli impossibili”.
La prima tappa del Cammino non presenta particolari difficoltà. Si parte da Norcia sulle pendici dei monti Sibillini e, dopo avere attraversato la piana di Santa Scolastica, si valicano i monti che separano Norcia da Cascia con una salita graduale per poi scendere fino a Cascia.
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Sentieri
Dopo un primo tratto asfaltato si imboccano strade sterrate e sentieri, in particolare i tracciati CAI 150B e CAI 101. Lungo la discesa si incontra l’Eremo del Buonriposo, proprietà privata visitabile su prenotazione, con una fonte segnalata all’esterno.
Il percorso raggiunge poi Villa Montesca e il suo parco, prima di entrare a Città di Castello. Nel centro storico si concentrano importanti testimonianze artistiche: la Pinacoteca comunale a Palazzo Vitelli alla Cannoniera, le collezioni Burri a Palazzo Albizzini e negli Ex Seccatoi del Tabacco, il Duomo e i palazzi civici.
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Sentieri
Da Città di Castello si segue la direttrice ciclopedonale del Tevere, coincidente in parte con il sentiero CAI 126, attraversando un paesaggio fluviale variabile fino a raggiungere il Parco naturale dei Laghi Spada.
Si prosegue quindi verso Trestina e Montecastelli. Da qui è possibile valutare una deviazione per l'Abbazia dei Santi Cassiano e Ippolito, già legata alla congregazione camaldolese. Il cammino continua sul sentiero CAI 136, lascia progressivamente il fondovalle e affronta la salita conclusiva verso Montone. Il borgo conserva la chiesa e il museo di San Francesco ed è legato alla figura di Braccio Fortebraccio; la tradizione locale ricorda inoltre sant'Albertino, priore di Fonte Avellana.
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Sentieri
Da Montone si scende verso la valle del Tevere seguendo la ciclovia e il sentiero CAI 136. Dopo i Laghi di Faldo si raggiunge Umbertide, dove si possono visitare la Rocca, la Collegiata di Santa Maria della Reggia e il complesso di piazza San Francesco.
Dalla stazione ferroviaria il percorso continua su un itinerario ciclopedonale parallelo alla Via Tiberina 3 Bis e arriva al complesso di Montecorona. L'Abbazia di San Salvatore, tradizionalmente legata alla fondazione romualdina dell'XI secolo, costituisce uno dei principali luoghi spirituali della Via. Dall'abbazia parte la variante 18a per l'Eremo di Montecorona.
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Lastricato
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Mulattiera
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Sentieri
La variante parte dal complesso abbaziale e risale il versante del Monte Acuto lungo la via storica conosciuta come «La Mattonata».
Il tracciato supera circa 460 metri di dislivello in meno di quattro chilometri e richiede passo regolare e calzature da trekking adeguate. L'arrivo è presso l'Eremo di Montecorona, luogo di vita monastica e raccoglimento. La variante ufficiale è descritta in sola andata: chi deve rientrare all'abbazia deve calcolare anche il percorso di discesa e informarsi preventivamente sulle modalità di visita e sulle aree accessibili.
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Sentieri
Dall'Abbazia di Montecorona il cammino si dirige verso la vecchia sede della ferrovia Arezzo–Fossato di Vico e affronta la salita a Serra Partucci, da cui si apre la vista sul Castello di Civitella Ranieri. Si prosegue verso Campaola; da quest'area è possibile effettuare una deviazione di circa 1,3 chilometri per raggiungere l'Abbazia di San Faustino.
La parte centrale segue strade sterrate di crinale, con ampie vedute sulla conca di Gubbio e verso il Monte Nerone. Dopo Cima di Sant'Anna, il percorso utilizza anche la SP 204 e la SP 201 per raggiungere Pietralunga, borgo racchiuso dalle mura medievali e dominato dai resti della Rocca longobarda.
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Sentieri
Lasciata Pietralunga, il percorso raggiunge il Castello e l'Abbazia di San Benedetto Vecchio, complesso dell'XI secolo legato alla figura di san Pier Damiani. Una strada di crinale conduce al panoramico Passo del Cardinale e quindi alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Salia.
Seguendo il Fosso di Salia si sale verso Caileto e la Madonna di Fontecoperta. L'ultima parte è prevalentemente su strade sterrate, con brevi tratti asfaltati, e attraversa boschi di faggio, quercia, cerro, carpino e pino nero. Lungo il cammino si incontrano un'edicola dedicata a sant'Ubaldo e infine San Lorenzo di Burano, nella Serra di Burano.
Dislivello
+1.430m | −1.420 m
Distanza
83,5 Km
Durata
22h 59m