Il nome deriva dal latino “testum”, che indica sia un mattone o una tegola, quanto il recipiente in terracotta che, riempito di braci ardenti, era utilizzato dai Romani per la cottura dei cibi, in particolare per il pane o per preparazioni simili a focacce. Oggi, non è “né pane né focaccia”: un impasto semplice, spesso non lievitato, cotto su una pietra o ghisa. Nata come cibo di sussistenza, oggi è uno dei cibi più famosi nel perugino, dove rappresenta il piatto conviviale per eccellenza, da farcire e condividere al centro della tavola.