A day trip to Montegabbione and Ficulle
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A day trip to Montegabbione and Ficulle

A day spent amidst scents and pleasant discoveries in the Eden of wine: a journey through the history, crafts, and wine and culinary production of two of Umbria's gems, Montegabbione and Ficulle

Far from the beaten path and the throngs of tourists, in Umbria's most authentic heart, we find the small town of Montegabbione. This town is built in typical medieval style, perched high on a hill overlooking its neighbours. The town probably used to function as an observation point towards Orvieto.

Just outside of the city walls it is possible to visit the church of the Madonna delle Grazie, erected in the 17th century over a pre-existing chapel. Also worth seeing are the ruins of Aqualta Abbey, and the Franciscan convent of Scarzuola, designed by Tommaso Buzzi in the 13th century.

But Montegabbione is also an ideal destination for all nature lovers, where they can take long regenerating walks through the fields and pastures. In these landscapes, excellent wines, extra-virgin olive oils, and meats – especially pork – are produced. Also essential for the local economy are those small industries which mainly produce furniture from locally sourced wood.

In the town of Ficulle, instead, beautiful terracotta is produced following the legacy of our Etruscan ancestors. We can find various containers for liquids, mugs, typical pitchers known as panate, and the traditional truffe. Also highly developed here are inlaying, ironmaking, glass-window making, and wine cultivation.

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Lontano dai tracciati turistici più affollati dell'Umbria, il borgo medievale di Montegabbione vanta un’antica vocazione agricola legata alla coltivazione della vite e dell’olivo. Fino a tempi recenti, ogni famiglia ha prodotto il suo olio e il suo vino, raggiungendo sempre elevati standard di qualità grazie al clima mite, alla fertilità del terreno, alla posizione collinare sui 500 metri e alle conoscenze acquisite nell’arte vinaria e olearia nel corso di centinaia di anni.

Le numerose aziende del territorio accolgono i visitatori per degustazioni in cui si insegna a riconoscere le due star del comprensorio: l’olio, che da queste parti è caratterizzato da acidità molto bassa e dal sapore intenso, e il vino, senza dubbio il più famoso dell’Umbria, dagli accattivanti profumi e bouquet, che parla la lingua del Montepulciano, del Sangiovese, del Cabernet e del Pinot nero per la varietà a bacca nera (DOC Rosso Orvietano o Orvietano Rosso DOC), del Trebbiano, del Sauvignon e del Grechetto, per quella a bacca bianca (Orvieto DOC).

Accanto a questi sapori, si combinano mirabilmente le carni suine, altra specialità del luogo provenienti dall’allevamento semibrado di maiali di razza cinturello umbro, definiti dal Professor Giacché della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia “già conditi”, perché cresciuti a ghiande, tuberi, asparagi selvatici e prodotti del sottobosco. 

Tra le ricette tipiche della zona, potrete scegliere le tagliatelle al sugo d’oca, piatto tradizionalmente legato al periodo della trebbiatura che vede come ingredienti principali le rigaglie dell'oca, vino bianco, passata di pomodoro, cipolla, sedano, carota, sale e pepe, oppure il pollo alla rabbiona, un secondo piatto semplice e saporito, da abbinare alla torta cotta sotto la brace e alle erbette ripassate in padella.

Un ritaglio di tempo lo meritano la chiesa della Madonna delle Grazie, realizzata nel Seicento su una cappella già esistente, e i ruderi dell’Abbazia di Acqua alta, uno dei manufatti più antichi del territorio montegabbionese. 

Durante la visita, saltano agli occhi anche piccole industrie artigiane nei pressi del borgo, che lavorano principalmente il legno e producono deliziosa mobilia di tradizione. In località Montegiove, privati ma visitabili sono il Castello di Montegiove, del XII secolo, e la Scarzuola, la “città ideale”, progettata dal visionario architetto Tommaso Buzzi nel 1956 nel medesimo luogo dove S. Francesco sostò nel 1218, costruendovi una capanna con la pianta palustre Scarza.
 

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Ficulle

In 16 km si raggiunge Ficulle dove il settore vitivinicolo è “servito” da meravigliose terrecotte, (il nome stesso del borgo è collegato alla parola latino figulus, “vasaio”), antichissima attività con cui si producono contenitori dai nomi curiosi: il broccuccio, la panata e la truffa, tradizionali recipienti per l’acqua, il vino e l’olio; la stufarola, pentola per cuocere le zuppe; la pignatta, utilizzata per cucinare durante la mietitura nei campi e l’analogo pignatto, usato per la cottura dei cibi al fuoco. 

Anche la pratica dell’intarsio, del ferro e delle vetrate artistiche costituisce l’anima artistica di Ficulle che offre un piccolo patrimonio culturale di tutto rispetto, con le chiese di Santa Maria Vecchia, del XIII secolo, e di Santa Maria Nuova, edificata a partire dal Seicento, il Castello della Sala databile tra il XII e il XIII secolo e, infine, la residenza nobiliare di Castelmaggiore.
 

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Once you've tasted the local flavours, we recommend a visit to the churches of Santa Maria Vecchia, dating from the 13th century, of Santa Maria Nuova, and to the Castello della Sala, dating from between the 12th and 13th centuries, and finally the noble residence of Castelmaggiore.